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Il disincanto di Pd e 5Stelle

Un governo in confusione

Trump rimonta, sale la paura. La paura di cui parla Repubblica sarebbe quella dei mercati, ai quali – si sa – non piacciono le incertezze in politica né i cambiamenti bruschi. “Milano in caduta con le banche”, dice il Sole24Ore. La borsa di Milano ha perso il 2,51%. Però in America Lei reagisce con grinta. Era bella stasera, determinata, sicura e pacata, intimamente convinta che non si possa dubitare dell’urna quando l’alternativa ha il volto di un individuo che disprezza le donne e non paga le tasse, detesta musulmani, messicani e afroamericani (poveri). Dopo Michelle, Barack Obama è sceso in campo per lei. Il Commander in chief è diventato Campaigner in chief, secondo la CNN. Sanders promette tasse per i ricchi, a cominciare da Donald e pensa di poter condizionare Hillary. La quale, a sei giorni dal voto, è corsa in Arizona, in terris infidelium, perché vuole strapparla ai repubblicani. D’altra parte anche George W. Bush potrebbe votare Clinton, ha detto un suo nipote. E allora, perché tanta preoccupazione? Perché gli addicted della politica, sia che il loro mestiere sia farla la politica sia che si limitino a interpretarla, molte volte non si accorgono dei cambiamenti, della lama di fondo che percorre e orienta la pubblica opinione. E se fosse una di quelle volte? Continua la lettura di Un governo in confusione

Il vescovo e il libero arbitrio

Non uccide il terremoto, uccidono piuttosto le opere dell’uomo. Il vescovo di Rieti ha scelto Rousseau (vedi il Caffè del 26 agosto, “Sul terremoto..di Lisbona”), ha posto l’accento sul libero arbitrio e dunque sulla responsabilità piena degli uomini. Così Francesco vuole salvare la sua chiesa: liberandola da ogni ruolo di supplenza nei confronti del potere, facendone una voce libera che, in nome del divino che è poi l’umano dell’uomo, sia capace di dialogare con altre voci libere e di squarciare il velo delle ipocrisie che usavano scaricare sul fato o sulla volontà di dio quel che deriva invece da atti umani. Le parole dei telecronisti – per quel poco che ho ascoltato – stridevano con tale messaggio e spandevano, con toni “sobri”, il miele della retorica del dolore e della solidarietà. Ma quelle parole restano, come resta l’immagine di Mattarella e di Renzi “confusi” – così ha detto un cronista – tra la folla dei semplici cittadini. Corriere e Repubblica usano titolano “l’accusa del vescovo”. Insomma: tu l’hai detto, Pompili. Sei tu che ci rubi il mestiere. Continua la lettura di Il vescovo e il libero arbitrio

Rubano senza più vergogna

Torna il caffè, dopo due giorni di silenzio. L’altro ieri, impegnato a seguire per Left le primarie nello stato di New York, mi ero semplicemente dimenticato di scriverlo. Ieri mi sono chiesto come mai me ne fossi dimenticato e ho preferito riflettere, piuttosto che scrivere. Torna il caffè, ma con una formula che forse troverete più “soggettiva”. Perché i giornali mi sembrano ormai del tutto coinvolti dalla crisi delle classi dirigenti, le scelte quotidiane – prime pagine, titoli, commenti – mi appaiono meno pensate e a volte casuali: mi pare non abbia più senso inseguire un pensiero che non c’è. Inoltre la mia visione del mondo – weltanschauung, se preferite – non è più così originale e minoritaria come un tempo. Vive in quelli che Paolo Franchi chiama, oggi per il Corriere, tentativi “sporchi” di organizzare una sinistra – da Sanders a Corbyn a Iglesias -, echeggia in certe proposte del capitalismo più innovativo, si fa strada persino in qualche università. Perciò vale meno la spesa che fare i conti, tutti i giorni, con le sciocchezze – luoghi comuni e tabù – di un pensiero dominante, sempre meno dominante. Continua la lettura di Rubano senza più vergogna