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La mafia dell’antimafia

Assessori in piazza e scontri a Napoli. “Renzi: vado avanti”, è il titolo del Corriere. Repubblica commenta i fatti di ieri facendo un salto nel passato di quasi mezzo secolo e riesumando, con Stefano Folli, il “boia chi molla”, comitato di lotta composto da giovani fascisti e manovrato da uomini d’affare e mafiosi che per lunghi mesi tenne il controllo di Reggio Calabria. Contro lo stato che non voleva farla capitale della regione e contro il vento del Nord: Fiom-Fim-Uilm portarono migliaia di operai fino a Reggio per difendere le istituzioni. Insomma contro l’Italia che voleva rinnovarsi. Oggi il “boia chi molla” partenopeo, sarebbe guidato dal sindaco De Magistris – due suoi assessori erano ieri in piazza -, e riunirebbe un fronte eterogeneo, dai 5 stelle ai centri sociali, forse (chissà?) appoggiato dalla Camorra. Esultano, secondo la Stampa: “I fedelissimi del capo del governo: sono più voti per noi”. Al centro dello scontro, la bonifica e il riuso dell’area ex Ilva di Bagnoli. Il governo promette soldi – non quanti ne servirebbero – e garantisce gli appalti a grandi gruppi, Caltagirone in testa, rifiutando la concertazione con il Comune, riunendo “un tavolo di regia” che serva solo a fare quel che a palazzo Chigi s’è deciso di fare. Continua la lettura di La mafia dell’antimafia

La verità sulla crisi

La morte delle studentesse Erasmus, Corriere. Gita da Barcellona e Valencia, vecchio pullman, un solo conducente che si assopisce alla guida, disastro. Obama abbraccio a Cuba, “Qui con voi con la storia”, Repubblica. Ne ho scritto già ieri sera, nella notizia per Left. Boschi, mozione di sfiducia M5S e Lega, perché il padre è indagato per bancarotta. Ora io non vedo perché le colpe del padre bancario debba pagarla la figlia ministra, pretenderei però una pubblica ammenda per l’incauta difesa del Boschi senior fatta in Parlamento e che il governo si costituisse parte civile contro chi ha truffato i risparmiatori. Questo salta agli occhi scorrendo i giornali del primo giorno di primavera. Vi parlerò d’altro. Continua la lettura di La verità sulla crisi

Renzi attacca

Renzi attacca, no alla sfiducia, annuncia il Corriere. Eh sì, è tornato. Maria Teresa Meli esulta: “minoranza crollata” – in effetti la sfiducia sulle banche è stata respinta con 178 voti, 19 in più di quelli che bastarono per la “buona” scuola -, “fanno la fila per venire”. Chi? Verdini, naturalmente, ma anche i tre “amici” del sindaco ex leghista Tosi, anche alcuni ex grillini. Repubblica che (disgustata dall’affaire delle statue velate e dalla scelta di far slittare il voto sulle unioni civili a dopo la manifestazione del family day) ignora Renzi in prima pagina e nota in cronaca che ex grillini e ex leghisti sarebbero bastati al governo anche senza i Verdiniani. Giannelli fotografa la realtà disegnando un “rosso” (Bersani), “bianco” (Boschi) e un “Verdini” che, insieme, innalzano al cielo una gigantografia di Renzi e con su scritto “Partito della nazione”. “Renzi non risponde su Etruria e grida al complotto del Fatto”. Continua la lettura di Renzi attacca

Frontiere, affari e diritti

In Europa tornano le frontiere interne. Con l’immigrazione, Grecia e Italia dovranno cavarsela da soli almeno per i prossimi due anni. Il succo è questo. E l’umore nero degli europei del Nord si estende anche alle questioni dell’economia: si ritorna a parlare di Grexit, (colloquio del Corriere con Ian Bremmer) giacché la ricetta imposta ad Atene non era – e tutti lo sapevano – sostenibile, si riprende a mettere l’Italia sotto osservazione: “Allarme Ue: Troppo debito. L’ira di Renzi: non sono isolato”, perché ho “con me 50 milioni di italiani”. Facciamo un passo indietro: ecco titoli e commenti sul ritorno delle frontiere. “Schengen spacca l’Europa”, Repubblica. “Congelare Schengen per due anni”, Stampa. “Schengen in bilico per due anni”, Corriere. Con Cesare Martinetti (Stampa) che scrive e spera: “ma non è la fine dell’Europa” e Franco Venturini (Corriere) che constata: “Una vera trappola (e un’ingiustizia) per noi e la Grecia”. Si è persino discusso della possibilità di sigillare il confine tra Grecia e Macedonia. In questo caso ai profughi non resterebbe che buttarsi in Adriatico verso le nostre coste, senza poi poter più passare in Austria o in Francia. Continua la lettura di Frontiere, affari e diritti