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Finita l’illusione maggioritaria

Chi staccherà la spina a Gentiloni?

Caffè scritto, oggi. Perché la versione audio video, per la fretta – stamani sono stato ospite a Omnibus e devo correre in commissione Antimafia – mi pareva lunga e sfilacciata.

L’America si ribella – scrive Repubblica – Obama: in pericolo i nostri valori. Importantissimo questo ribellarsi della piazza, ma anche di uomini delle istituzioni (la ministra della giustizia a interim, nominata da Obama, ha detto no al bando di Trump sull’immigrazione e il presidente l’ha dovuta sostituire in tutta fretta). Ed è vero che gli Stati Uniti non sono una dittatura e che Trump non può fare a meno e a lungo del Congresso e della Corte suprema. Ma è vero anche che un’America ha votato per Trump e condivide ancora, purtroppo, le sue posizioni muscolari (muro con il Messico, bando sull’immigrazione). Se l’America dei diritti non saprà diventare anche l’America che combatte le disuguaglianze e lo strapotere delle multinazionali e dei fondi, una parte del popolo continuerà per qualche tempo a fidarsi più di Trump. Naturalmente se fra 2 anni i repubblicani perdessero le elezioni di medio termine, tutto tornerebbe in gioco. Ma non vedo possibili impeachment immediati. Continua la lettura di Chi staccherà la spina a Gentiloni?

Ritorna l’Italia sovrana. E poi?

Nessuna manovra aggiuntiva, la Stampa apre così. Pare di capire che Gentiloni non intenda rispondere “signorsì” alla Commissione europea che chiede un aggiustamento di 3,4 miliardi dei nostri conti pubblici. Proverà a spiegare che il 2016 è stato un anno di deflazione, che le privatizzazioni non sono andate avanti e la spesa sociale non si può comprimere troppo, se non alimentando populismi e instabilità politica. Così Padoan prende carta e penna e scrive per la Stampa un articolo contro “la disuguaglianza, in Italia particolarmente elevata da ben prima della Grande Recessione, (che) limita la mobilità sociale, danneggia la crescita ed è inaccettabile dal punto di vista etico”. Per questo servono politiche di “inclusione”. E sotto questo titolo (inclusione, lotta alla disuguaglianza) Padoan prova a giustificare il ritocco alle pensioni minime e i bonus del governo Renzi che hanno fatto sforare i parametri europei. Ma Bini Smaghi osserva sempre per la Stampa che “nemmeno con la politica della spesa si guadagnano consensi, come mostra il referendum”. Basta la flessibilità evocata dal governo è stata un flop, tagli alla spesa e riforme, a costo “di perdere le prossime elezioni”. Come che sia, ormai è evidente come l’ottimismo di Renzi sia stato un sole ingannatore. Nei mille giorni del suo governo l’Italia ha perso il rendez-vous con la ripresa. Secondo il Fondo Monetario crescerà solo dello 0,7%, nel corso del 2017, “5 volte meno del resto del mondo”. Continua la lettura di Ritorna l’Italia sovrana. E poi?

Da Ventotene a Bratislava

“Non era previsto nel formato”, ha detto un funzionario francese. Non era previsto che anche Renzi, insieme a Hollande e Merkel, tirasse le fila del vertice di Bratislava. Addio sogno di Ventotene: il motore (ingolfato) dell’Europa è solo franco tedesco. Davanti al crollo evidente della sua narrazione, il nostro ha riflettuto un attimo ed è passato al contrattacco: “Non può trattarmi così (Angela Merkel) gli altri sanno solo obbedire”; Repubblica mette la frase tra virgolette. “Non ci tengono buoni con i contentini” (quali, di grazia?), scrive la Stampa narrando “la furia del premier”. “Strappo con Berlino e Parigi”, titola il Corriere. Lo strappo, secondo Verderami, sarebbe una “Mossa studiata anche per parlare agli elettori”. Elettori di centrodestra, che dovrebbero votare Sì al referendum, considerando Renzi una sorta di vendicatore del Berlusconi, il quale venne umiliato dai risolini franco tedeschi, della Merkel e di Sarkozy. Repubblica non commenta. “Renzi: no a Merkel e Hollande” è il titolo. Non commenta – anzi, non ne parla proprio- neppure il Giornale. Strano. Il Fatto infierisce: “Renzi umiliato in Europa”. Anche per la Stampa “Lo Strappo di Renzi” si spiegherebbe con il tentativo di salvarsi dalla sconfitta referendaria: “Davanti alle difficoltà di far quadrare la legge di Stabilità – chiede l’inviato a Bratislava – Renzi potrebbe decidere di andare avanti anche mettendo nel conto il diniego di Bruxelles? Una sfida esplicita all’Unione europea?” Continua la lettura di Da Ventotene a Bratislava