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Crolla l’ultima certezza

Crolla l’ultima certezza: che l’acqua fosse abbondante a Roma. Così era stato dai tempi dell’Impero, per quella meraviglia di acquedotto avuto in dote, per la generosa riserva del lago di Bracciano. I nasoni – così si chiamano, per via del loro aspetto, le fontanelle romane – dispensavano frescura e acqua buona (migliore della “minerale” in plastica) a tutte le ore del giorno e della notte. Non è più così. Il lago si asciuga, l’acqua potrebbe essere razionata ai romani (ai quali già si rimprovera di consumarne 50 litri al giorno più della media nazionale). Riscaldamento globale, sprechi insostenibili, liti fra amministratori. La Stampa dedica alla siccità la sua apertura, il Corriere le pagine 2 e 3, il Giornale dà la colpa a Raggi e Pd. Continua la lettura di Crolla l’ultima certezza

C’è poca vita a sinistra?

Salah sceglie di collaborare, titola la Stampa. Il meno che si possa dire è che il kamikaze-renitente ha avuto tutto il tempo per maturare tale “scelta”. Il quotidiano belga Le soir, per esempio, aveva anticipato già a gennaio che l’avvocato Sven Mary era in contatto con il fratello. L’altro ieri, poi, Salah è parso sollevato quando gli hanno messo le manette. Immediatamente si è appalesato Mary, l’avvocato: “il mio cliente è pronto a dire tutto agli inquirenti, ma a condizione che non venga estradato”. Tutto? “Dovevo farmi esplodere allo stade de france ma ci ho ripensato”. Salah Abdeslam ammette, dunque, di essere stato a Parigi quel 13 novembre – e come potrebbe negarlo? – ma sostiene che il suo pentimento si è compiuto subito, non appena il commando non è riuscito a entrare nello stadio, prima della folle corsa per le vie di Parigi, prima del tiro a segno contro le terrazze dei caffè e prima del Bataclan. Se Salah restasse a Bruges, se fosse giudicato dai giudici belgi, potrebbe mettere su un piatto della bilancia la sua “collaborazione”, sull’altro l’intenzione di farsi esplodere subito rientrata. Se invece Hollande “pretendesse” la sua estradizione, tutto sarebbe diverso. Parigi è ferita; per le famiglie delle vittime Salah era amico e complice di chi ha compiuto il massacro del Bataclan. Vedremo. Continua la lettura di C’è poca vita a sinistra?