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Sicilia, Orlando e la sua lista vecchia e poco civica

Caffè…senza connessione

Mi scuso per non aver servito, stamani, il solito Caffè. In realtà l’ho registrato alle 8,30 ma a Milano, dove mi trovo per un convegno sulla ricerca, non sono riuscito a trovare una connessione in grado di caricare il video su Faceebok.

Nel caffè odierno parlavo di Paola, naturalmente. Morta di fatica sui campi, vittima della “modernità” perché i suoi aguzzini, ora arrestati, non sono i caporali d’un tempo ma signori in giacca a cravatta, gestori di un’agenzia di lavoro interinale. Parlavo del terremoto e dei ritardi. Scrive Fiorenza Sarzanini che sono 11.263 le persone senza casa, 9mila tuttora ospitate in residence e alberghi, 4 edifici su 10 sono inagibili e delle 3mila “casette” promesse ne sono state ordinate 1.470 e consegnate 18. Citavo la vicenda di Bollorè, patron di Vivendi, indagato per agiotaggio – titolone sul Corriere – per aver rotto a luglio con Berlusconi facendo crollare i titoli mediaset in modo da comprarli sotto costo e lanciare un’Opa ostile in dicembre. E del Fatto Quotidiano che titola “Lotti raccomandò a Emiliano l’amico d’affari del papà di Renzi”. Continua la lettura di Caffè…senza connessione

Grillo, Salvini, Renzi: voto subito e capilista bloccati!

Al voto, per evitare la manovra

Diritti e paure

58 ore sotto un tetto di ghiaccio, Corriere. “Il racconto dei sopravvissuti – ancora 23 i dispersi -. La rabbia delle famiglie: non ci dicono niente”. “All’inferno e ritorno”, scrive Repubblica. “La paura, il buio, la fame e la sete: ci siamo salvati succhiando neve”. Poi, le polemiche: “La turbina della salvezza dimenticata nel paese accanto”, la Stampa. “La mappa delle valanga non è stata completata”. E ancora “L’hotel costruito in una zona troppo a rischio. Per il Corriere, Polito scrive: “Tra il 2009 e il 2015 il numero dei dipendenti pubblici si è ridotto di 110 mila, ed è praticamente impossibile che fossero tutti lavativi. All’organico dei vigili del fuoco, i magnifici vigili del fuoco che abbiamo appena visto tirar fuori i sopravvissuti dalle viscere della montagna, mancano 4.000 unità (e guadagnano non più di 1.400 euro al mese, e aspettano da sette anni un rinnovo contrattuale). Per giunta siamo un paese ineguale, perché in Trentino le turbine antineve non mancano, tant’è vero che molte sono state spostate in Abruzzo per l’emergenza”. Questo mentre un’altra strage si impone alla cronaca. Ragazzi ungheresi rimasti intrappolati in un pullman in fiamme. E anche qui l’eroismo dello studente che ha rotto i vetri per fare uscire i compagni ma lui non ne è uscito, del professore che non ha esitato a ributtarsi in quell’infermo per salvare chi ha potuto. Continua la lettura di Diritti e paure