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Grillo salva l’intesa con Renzi

Cade la maschera, carte in tavola. Per quanto dolente, non posso perdere l’appuntamento con il Caffè di questo 3 giugno, perché mi sembra uno di quei giorni in cui si dirada la nebbia della politica italiana e le scelte appaiono nella loro essenziale crudezza.

Grillo salva l’intesa con Renzi, titolo forte del Corriere della Sera. Ieri il garante del movimento ha messo in riga i “portavoce” perplessi. Gli iscritti “certificati” hanno detto sì all’intesa per una legge proporzionale, con liste bloccate e sbarramento al 5%, dunque accorda sia. “Il calcolo di Grillo – scrive Folli per Repubblica – è di mera convenienza: il proporzionale con liste bloccate – quindi senza preferenze e senza autentici collegi uninominali – gli permette di costruire due gruppi parlamentari a sua immagine e somiglianza, sia a Montecitorio sia a Palazzo Madama”. Pazienza se la legge elettorale proposta non è una buona legge, se, come scrive il Corriere, “I seggi (sono) a rischio incostituzionalità” e dunque rischia di essere bocciata dalla consulta come Porcellum e Italicum. Bocciata non tanto perché sottrae all’elettore, per regalarla ai partiti, la scelta dei rappresentanti del popolo. Continua la lettura di Grillo salva l’intesa con Renzi

Il pokerista disperato

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Dibattito a sinistra

Ora Renzi ha scelto. Un suo avatar a Palazzo Chigi, Lotti sempre sottosegretario per gestire nomine di boiardi e rapporti con lobby e corporation, congresso del Pd al più presto, nuove elezioni e la scommessa di poter tornare sul proscenio, di nuovo premier in estate, in tempo per fare gli onori di casa al G8 che l’estate prossima si terrà in Italia. Non aveva inteso il voto referendario, Matteo Renzi, ma ieri ha ben compreso il segnale inviato dalla BCE di Draghi: no ai 20 giorni di tempo per ricapitalizzare Monte dei Paschi di Siena. Basta capricci, si torna al lavoro. Per condizionare il futuro governo e preparare la rivincita. Ieri il Presidente del Consiglio dimissionario ha ricevuto a Palazzo Chigi l’uomo che sembra avere più possibilità di succedergli, Paolo Gentiloni. “A Mattarella – scrive Massimo Franco – Renzi mostra di tenere «consultazioni parallele» per dire che ha in mano le chiavi della crisi e della maggioranza in Parlamento”. “Colpisce la singolare procedura inaugurata da Renzi – scrive Stefano Folli – una specie di consultazione parallela a quella che si svolgeva nelle stesse ore al Quirinale. In altri tempi si sarebbe parlato di sgarbo al Capo dello Stato. In ogni caso il risultato è quello di porre Mattarella di fronte a una specie di fatto compiuto”. “Lotti – scrive invece Francesco Verderami – è stato l’uomo del «me la vedo io», «aggiusto io», e soprattutto del «con Matteo ci parlo io». In un sistema di check and balance si è occupato dei servizi nonostante quel ruolo sia di Minniti, si è interessato di infrastrutture nonostante lì ci sia Delrio, ha disbrigato nel partito nonostante lì ci sia Guerini, e si è occupato di banche perché ritiene che lì non ci sia nessuno. Se resterà a Palazzo Chigi senza Renzi, è perché di Renzi rappresenta l’essenza”. Continua la lettura di Dibattito a sinistra