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Il rumore delle notizie

Caffè in vacanza, mi limito a qualche breve osservazione. Trump sembra sempre più nei guai. Non ha voluto prendere le distanze dai nazisti (teste rasate, croci uncinate, cappucci del Ku Klux Klan), che hanno preso in ostaggio una democratica cittadina della Virginia. Purtroppo uno di questi rifiuti umani ha ammazzato una ragazza, prendendola sotto con la macchina. Lui ammirava i nazisti (lo conferma il suo insegnante di storia), lei aveva appena scritto “se non siete indignati, siete distratti”. Il tentativo di ridurre i danni (dopo 24 ore) ha peggiorato le cose: la Casa Bianca ha reso noto che quando l’altro ieri Trump aveva criticato “i bigotti” non ce l’aveva solo con gli antifascisti ma anche con i “suprematisti bianchi”. Continua la lettura di Il rumore delle notizie

L’informazione non è un pranzo di gala

Cade la neve, trema la terra

Cumuli di rabbia. Non arrivano i nostri. Solo il terremoto si ricorda del terremoto. Sono i titoli del manifesto, del Giornale, del Fatto. Siamo un paese fragile, che non sa governare il suo territorio. Un paese smemorato che dimentica ogni emergenza fino alla prossima. Che non sa che fare per una forte nevicata, invernale, sull’Appennino. Un paese, la cui capitale entra nel panico per tre scosse consecutive tra il 5,1 e il 5,5 della scala Richter. Ora i giornali hanno spedito inviati in mezzo alla neve e tra le rovine, ora le televisioni mostrano sfollati che, spalando la neve, si sono trasferiti da casa in una “tecnostruttura senza bagni”, che poi sarebbe una tenda. E tutti piangono mucche e maiali seppelliti da tetti che si sapevano fatiscenti. Ma tanto non erano per noi umani. E poi? Che lezione tireremo? Che ognuno di quei comuni avrebbe dovuto dotarsi di un qualche mezzo di soccorso in grado di muoversi sotto la neve. Che case e capannoni pericolanti andavano abbandonati dagli uomini e dagli animali. Che i giornalisti, loro, dovrebbero raccontarla un po’ meno in prima persona. Perché, va bene, hanno avvertito le scosse pure negli studi da cui trasmettevano i talk del mattini, e io l’ho sentita seduto anche lassù, seduto sulla “montagna” dell’aula di Palazzo Madama. Va bene, e che sarà mai? Un paese normale prende atto che la sua amata terra trema. Chi informa, se vede muoversi una luce dello studio, si chiede dove e come il sisma possa aver creato disastri. Non se la canta e se la suona. La penso così. Continua la lettura di Cade la neve, trema la terra