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I believe in fairies

La battaglia del quorum, scrive Repubblica. Oggi 26 milioni di italiani dovrebbero andare a votare anche se né Rai né Mediaset li hanno informati, anche se tutti i grandi giornali hanno sostenuto che il referendum non era importante suggerendo che si trattasse di un costoso regolamento di conti tra politici di professione, anche se l’inquilino di palazzo chigi continua a promettere bonus per i diciottenni, bonus per i pensionati poveri, ora anche la riduzione delle tasse per tutti, anche se la gran parte della classe dirigente nasconde quanto sia debole e provvisoria la ripresa in Italia, anche se si ode ovunque lo slogan “non disturbare il manovratore” che è sempre meglio di Razzi e Scilipoti e dei senatori, vil razza dannata. Continua la lettura di I believe in fairies

Un papa e un premier

Un aperitivo rapido al posto del caffè! “Non siete soli”, dice il Papa ai profughi ammassati a Lesbo, poi alza la voce: “L’Europa mostri solidarietà e rispetto”. Che differenza con l’enfasi dei quotidiani in edicola, che celebrano lo statista Renzi. “Migranti. Avviso all’Austria”, Corriere. “Renzi sfida la Ue: soldi a chi frena le partenze”, Stampa”.

“Eurobond ai paesi africani”, scrive Repubblica. Beninteso, se Renzi dice che bisogna investire in Africa, che bisogna aiutare chi si prenda il compito di regolare il flusso migratorio il più vicino possibile dai paesi che i profughi sono costretti a lasciare, io sono d’accordo con lui. I guai vengono subito sopra o subito sotto il titolo gridato: Soldi alla Siria come alla Turchia, il deal è questo? Continua la lettura di Un papa e un premier

La mafia dell’antimafia

Assessori in piazza e scontri a Napoli. “Renzi: vado avanti”, è il titolo del Corriere. Repubblica commenta i fatti di ieri facendo un salto nel passato di quasi mezzo secolo e riesumando, con Stefano Folli, il “boia chi molla”, comitato di lotta composto da giovani fascisti e manovrato da uomini d’affare e mafiosi che per lunghi mesi tenne il controllo di Reggio Calabria. Contro lo stato che non voleva farla capitale della regione e contro il vento del Nord: Fiom-Fim-Uilm portarono migliaia di operai fino a Reggio per difendere le istituzioni. Insomma contro l’Italia che voleva rinnovarsi. Oggi il “boia chi molla” partenopeo, sarebbe guidato dal sindaco De Magistris – due suoi assessori erano ieri in piazza -, e riunirebbe un fronte eterogeneo, dai 5 stelle ai centri sociali, forse (chissà?) appoggiato dalla Camorra. Esultano, secondo la Stampa: “I fedelissimi del capo del governo: sono più voti per noi”. Al centro dello scontro, la bonifica e il riuso dell’area ex Ilva di Bagnoli. Il governo promette soldi – non quanti ne servirebbero – e garantisce gli appalti a grandi gruppi, Caltagirone in testa, rifiutando la concertazione con il Comune, riunendo “un tavolo di regia” che serva solo a fare quel che a palazzo Chigi s’è deciso di fare. Continua la lettura di La mafia dell’antimafia

Tempa Rossa non avrai il mio scalpo

Tempa Rossa, il mistero dell’emendamento sparito, è il titolo del servizio di Fiorenza Saracini sul Corriere. Sì, quell’emendamento dal sicuro valore “strategico”, quello che sbloccava i lavori della Total, che il premier giura di avere scritto di suo pugno, dove è finito? Misteriosamente scomparso dalla legge di stabilità del 2016. Caduta la Guidi, condannati a Potenza alcuni dirigenti della Total, quell’emendamento si è perso. Anche il “marito” – ricordate, così la ministra definiva il suo compagno in una lettera al Corriere di qualche giorno fa – non è più tale: Federica Guidi “sta verificando il ruolo di Giancarlo Gemelli, padre di suo figlio ma con il quale non ha mai convissuto”, scrive l’Ansa. “Guidi scarica il suo compagno”, conclude la Stampa. Mentre fra Matteo e Maria Elena, sorrisi e punture di spillo. Il premier, dopo l’intervista alla Stampa nella quale Boschi lamentava l’accanimento dei “poteri forti” (leggi Bankitalia) contro la sua famiglia, aveva preso le distanze con il suo solito sarcasmo: “non credo più al gomplotto dai tempi di Biscardi”. Continua la lettura di Tempa Rossa non avrai il mio scalpo

Guidexit!

Guidi si dimette, caso nel governo, scrive il Corriere. “Renzi non la ferma”, la Stampa. “Tradita dalle telefonate al fidanzato”; Repubblica. Federica, figlia di Guidalberto Guidi (Ducati Energia), imprenditrice lei stessa e già presidente dei Giovani Industriali, si è dimessa da ministro delle attività produttive dopo una telefonata dall’America con la quale Renzi le ha detto – cito Repubblica – “vicenda da chiudere subito, nessuno se la può permettere”. I fatti. Alle 4 della notte, in commissione al Senato, venne tolto un codicillo alla legge di stabilità che dava il via libera all’estrazione del petrolio di Tempa Rossa, Total. Concessione molto contestata dagli ecologisti. Quell’emendamento venne tuttavia reinserito, e imposto alla maggioranza grazie agli uffici di Maria Elena Boschi, ministro dei rapporti del parlamento e delle riforme e su suggestione – scopriamo oggi – di Federica Guidi, la quale, chiuso l’accordo con “Maria Elena”, chiamò il fidanzato, Gianluca Gemelli, in affari con la Total per certi sub appalti che gli erano stati promessi. Continua la lettura di Guidexit!