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L’apocalisse è rinviata

Primo giorno, dopo la crisi del mondo. “Il No non scuote borse e spread”, scrive il Sole. Devono essersi distratti, questi “mercati” che avrebbero dovuto farci paura. Eppure tutti i giornali parlano delle “incognite del dopo Renzi” e “del periodo di incertezze che si apre per l’Europa” (cito Le Monde). E il destino dell’uomo che borse e Unione Europea, banche e socialisti avrebbero voluto veder vincere e che invece ha perso? La Stampa ci fa sapere che vorrebbe “mollare tutto”, “togliersi di torno”, prendersi “un anno sabbatico e andare in America”. Vorrebbe, ma non glielo fanno fare. “Dimissioni congelate” dopo il colloquio al Quirinale, Corriere. Il Fatto, che sotto il titolo Renxit racconta il lungo addio, sostiene che Mattarella lo ha messo in riga: “prima approvi la manovra poi te vai”. Tu l’hai voluta così la legge di stabilità, con troppe mance elettorali ma entrate incerte e una tantum: tu ora dovrai approvarla con i voti del Pd, di Verdini e di Alfano. Renzi è rimasto senza parole: “non potevo comportarmi come il bambino che fa i capricci e si porta via la palla perché ha perso la partita”. Il Giornale teme un complotto: “C’è aria di truffa. Renzi non si dimette”. Per ora! Continua la lettura di L’apocalisse è rinviata

Le volpi, finiscono in pellicceria?

No all’Olimpiade del mattone, by Virginia Raggi. Apertura di Repubblica e del Corriere. “Un rifiuto per compattare il movimento”, titolo del commento che Marcello Sorgi firma per La Stampa. Sono le due facce della verità. Vero che le Olimpiadi non sono da tempo un affare per le città che le ospitano (vedi Atene, Londra, Rio de Jianero). Vero pure che il No ai giochi ha il valore di una palingenesi per i 5 Stelle, i quali vogliono cancellare l’immagine, data a Roma, di una forza inesperta e impreparata, costretta a chieder aiuto a gruppi di potere vicini all’ex sindaco Alemanno. Venendo al merito, Olimpiadi sì o no? Non sarebbe stato meglio che la Raggi dimostrasse agli italiani che sì, si potevano ospitare le Olimpiadi anche senza cedere agli speculatori, ai cementificatori selvaggi, agli specialisti dei lavori iniziati e mai portati a termine, a opere inutili e costose, all’intermediazione più o meno mafiosa? Può darsi. Ma non si celebrano le nozze coi fichi secchi. E i fichi pentastellati non erano pronti per una sfida così ardua. Del resto è assai dubbio che altri (Giachetti, Meloni, Marchini) avrebbero saputo far meglio, se non fossero stati sonoramente battuti alle elezioni. Continua la lettura di Le volpi, finiscono in pellicceria?

A proposito del popolo sovrano

“Sul referendum la sovranità è degli elettori”, titolo del Corriere, frase del Presidente della Repubblica. Non era poi così difficile ricordare all’ambasciatore Phillips che l’Italia è un paese sovrano e che solo i cittadini italiani decidono sulla costituzione. Ma Renzi ha taciuto. Perché Phillips è un suo amico, anzi un vicino di casa: “sono sempre quei 20 chilometri (tra Borgo Finocchietto e Rignano) ha notato Bersani. Ma soprattutto perché Renzi si sente (e così vuole essere percepito) alfiere di un confronto globale della politica e della ragione contro l’antipolitica e l’avventura. Renzi come Merkel, Hollande, Clinton e Cameron. Delirio di onnipotenza? In parte, in qualche momento torna alla memoria Berlusconi, quando vantava il ruolo decisivo che avrebbe avuto nei vertici internazionali. Ma c’è anche altro. La “politica” (sia di destra che di sinistra) da tempo ha scelto di chinare la testa davanti alla volontà delle multinazionali, dei mercati e dei signori del web, di chi preme “invio” sul tablet e muove migliaia di miliardi. Beninteso i governanti dell’occidente non sono “servi”, e poi in qualche modo noi cittadini li abbiamo votati. No, finché sono lassù, ritengono che il mondo globalizzato abbia bisogno di loro, si considerano politici del “possibile”, provano a ridurre il danno, cercano di tamponare le falle che continuamente si aprono su questa nave-mondo che proiettata verso il pensiero unico, la trasformazione del cittadino in consumatore, la fine della storia si trova a disseminare la terra di danni collaterali, fame, guerre, esodi. Funziona? Non più. Cameron, allontanato dal potere per aver perso il Brexit (e non gli è servito l’appoggio di Obama) è stato appena posto sotto accusa dal parlamento britannico per la guerra contro Gheddafi. Continua la lettura di A proposito del popolo sovrano

Trump, Netanyahu, al Bagdadi

Flatus vocis, parole fatte di vento e che si disperdono col vento. Mi sembrano siano solo questo le affermazioni ministeriali ed elettorali della Lorenzin, che si accorge del crollo demografico e promette alle madri qualche euro in più per comprare un bavaglino nuovo al bebè – Repubblica, “Bonus bebè, più soldi per le famiglie, primo figlio 160 euro” – e di quel tal Costa, ministro per gli affari regionali, che non gli pare vero di essere invitato in televisione e per restarci intima ai giudici di non concedere mai adozioni a chi non sia sposato in chiesa – Corriere, “sentenze sulle adozioni gay, il ministro richiama i giudici” -. Perciò passo oltre. Continua la lettura di Trump, Netanyahu, al Bagdadi

È ora, è ora..un caffè per chi lavora!

In un decreto i primi tagli alla sanità, scrive Repubblica. “Tetto a esami e visite”, i medici che prescrivono troppi esami diagnostici “avranno decurtazioni del loro stipendio”. In questo modo, spiega Repubblica, il governo troverà parte dei soldi che servono per ridurre le tasse. Peccato che, detta così, la spending review può produrre ingiustizia e discriminazione sociale: a chi, per primo, si negherà l’esame o la visita a domicilio, se non proprio al cittadino senza voce e con pochi soldi? E poi ha ragione la ministra Lorenzin: i risparmi del servizio sanitario “restino al servizio sanitario per contratti e ricerca”. Brava Beatrice, fatti valere!
A che serve abolire l’Imu? Per il Corriere della Sera Lucrezia Reichlin e Paolo Surico spiegano che il governo pensava, con quel taglio, di poter rilanciare i consumi e smuovere il mercato immobiliare. I dati però dimostrano che quella tassa ha ridotto i consumi solo delle famiglie con un mutuo a carico, e che la crisi del mattone dura dal 2007, non dal 2011 quando l’Imu fu introdotta. I due economisti propongono allora “di alleggerire l’imposizione sulle famiglie con un mutuo”, e di mantenerla alta per chi ha di più. Promettere tagli lineari delle tasse serve (forse) a ramazzar voti, rimodulare le imposte può essere un’arma potente per sostenere nuovi consumi e creare lavoro.

Scioperi verso il giro di vite, titola la Stampa. Una nuova iniziativa della premiata ditta Sacconi & Ichino postula che si consideri illegale ogni sciopero, se non approvato dal 50+1 per cento dei lavoratori. Bene, bravi! Stabiliamo pure che nessun accordo sindacale sia valido erga omnes se non ratificato dai dipendenti con referendum. E magari ammettiamo che con Pompei e Alitalia i grandi sindacati, bestia nera del premier, non c’entrano nulla. Senza contare che limitare per legge il diritto di sciopero può persino far proliferare piccole sigle che praticano più il sabotaggio che lo sciopero, in difesa di vantaggi corporativi e comportamenti asociali Lo scrive Luciano Violante. Viva!

Renzi-Marino.Non sa che pesci prendere. Giannelli sfotte il nostro amato premier che stasera, alla Festa dell’Unità di Roma, “volerà alto” -dicono i gazzettieri- e ha ordinato al sindaco “in trincea” di non farsi vedere. Intanto @GassmanGassman lancia il tweet: “Roma è sporca, puliamola noi”. Gigi Proietti lo sostiene e pure io. Non si tratta di sostituirsi all’AMA che non fa il suo dovere. Al contrario: mostrare con guanti e ramazza che ci è caro il decoro, l’igiene, la bellezza almeno del cortile sotto casa, fa cadere ogni alibi, è il siluro più potente contro uomini e strutture pubbliche inefficienti. Siamo cittadini e consumatori attivi, diamo l’esempio oltre a gridare l’altrui “vergogna!”

Gratteri: un regalo ai boss, titola il Fatto. Dopo Orlando e Cantone, anche il procuratore di Reggio Calabria, contro la legge bavaglio. Il Pd annaspa: pare voglia evitare il carcere ma solo a chi è iscritto nell’albo professionale dei giornalisti. Alla faccia del principio costituzionale di uguaglianza. Intanto slittano a settembre e Mucchetti (sinistra dem) denuncia le deleghe in bianco che il governo esige con la riforma Rai.

Tsipras ha lacerato il muro di gomma intorno all’Euro. Non ci credete? Eppure mai l’Europa ha discusso di sè come in questi giorni. El Pais: “La Francia vuol guidare una rifondazione dell’Euro zona”. Financial Times: “Il ministro delle finanze italiano dice che un’unione politica è necessaria per la sopravvivenza dell’euro”.  Qualcosa si muove, finalmente, ma la chicca è  un editoriale del Financial Times che cita il Bergoglio: “Errare è umano, perdonare è da statista”. I debiti che si contraggono al tempo delle vacche grasse – è la tesi- devono essere ristrutturati nei tempi grami. Il Papa lo sa, lo statista dovrebbe. Il Papa che ha chiesto la liberazione di Dall’Oglio ora che in Siria i gruppi islamici concorrenti dell’Isis potrebbero voler  ricucire con i cristiani. Nel nome di Cristo, Francesco è il miglior politico del tempo presente