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Il rumore delle notizie

Caffè in vacanza, mi limito a qualche breve osservazione. Trump sembra sempre più nei guai. Non ha voluto prendere le distanze dai nazisti (teste rasate, croci uncinate, cappucci del Ku Klux Klan), che hanno preso in ostaggio una democratica cittadina della Virginia. Purtroppo uno di questi rifiuti umani ha ammazzato una ragazza, prendendola sotto con la macchina. Lui ammirava i nazisti (lo conferma il suo insegnante di storia), lei aveva appena scritto “se non siete indignati, siete distratti”. Il tentativo di ridurre i danni (dopo 24 ore) ha peggiorato le cose: la Casa Bianca ha reso noto che quando l’altro ieri Trump aveva criticato “i bigotti” non ce l’aveva solo con gli antifascisti ma anche con i “suprematisti bianchi”. Continua la lettura di Il rumore delle notizie

Consip, le ragioni di un’indagine

La notizia oggi è una. E che notizia! Il Corriere schiera i suoi due cronisti di punta, Giovanni Bianconi e Fiorenza Sarzanini. Il titolo recita “Consip, l’appalto fu truccato”. La fonte è, con tutta evidenza, Cantone, capo dell’anticorruzione. Tre gruppi, quello di Romeo, da tempo agli arresti domiciliari, insieme con due maxi cooperative, si sarebbero messe d’accordo per spartirsi due miliardi e settecento milioni (2.700.000.000) dell’appalto Consip, tagliando fuori i concorrenti.

Dunque Henri John Woodkock non è uno che si inventa le inchieste. Al contrario, ha avuto ragione a indagare su Alfredo Romeo e, una volta assodato che almeno una tangente era stata pagata a un funzionario Consip, ad arrestarlo. Inoltre la prova logica induce a pensare che la fuga di notizie non fosse da attribuire alla “voglia di visibilità” di un inquirente, ma piuttosto a una qualche “manina” interessata a buttare l’inchiesta in caciara. Continua la lettura di Consip, le ragioni di un’indagine

Spaventati, in mezzo al guado

Ora la colpa è della Germania. Matteo Renzi che ancora a luglio si presentava come allievo prediletto della Merkel e infieriva con un tweet su Tsipras -tutto documentato in “Lezioni di Greco”, di Mineo, Cofferati, Cuperlo, Fassina, Tocci,  imprimatur editore- , oggi dice che “il prevalere della linea tedesca del rigore è un regalo ai populisti”. “É come se Renzi -nota Stefano Folli su Repubblica- avesse colto il messaggio in arrivo dalla Francia e temesse il contagio, ma senza disporre degli strumenti per agire con efficacia sui “partner” europei. In termini politici, questo si chiama restare in mezzo al guado”. Dimentica il nostro premier che Manuel Valls ha fatto le sue stesse politiche (bonus fiscali, meno regole per gli imprenditori) sperando, invano, che arrivasse  un forte vento di ripresa. Continua la lettura di Spaventati, in mezzo al guado