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L’Italia dello zero virgola

Scontro totale, il Corriere, resa dei conti la Repubblica: si parla delle primarie Pd. A Napoli l’apparato del partito ha dichiarato in fretta la sconfitta di Bassolino (per 452 voti) cancellando quel video che sembrava testimoniare una compravendita di voti, a Roma ha fatto scomparire un bel po’ di schede bianche abbassando il numero dei votanti a 44mila, meno della metà della volta precedente. “Partito diabolico” commenta Bassolino, che secondo il Corriere “ora pensa a una lista separata”. Fassina incontra Marino per discutere, pare, di eventuali primarie a sinistra, alle quali potrebbe aggiungersi Massimo Bray. Maria Teresa Meli annuncia: “Ora Renzi vuole un documento per vincolare la minoranza interna”, da fare approvare dalla direzione del 21. Massimo Franco parla di “pasticcio che mostra affanno”, “crisi di leadership e di modello di governo”, “imbarazzo e sottovalutazione” e del “dubbio insidioso che appaia malato l’albero del Pd, non solo alcune mele”. Continua la lettura di L’Italia dello zero virgola

Misteri, tangenti e ripresa taroccata

Il mistero degli italiani liberati, Corriere. Cosa sia successo davvero, grazie a cosa Policardo e Calcagno siano fortunatamente tornati a riveder le stelle, a differenza di Failla e Piano crivellati di proiettili, non lo sappiamo ancora. Forse non lo sapremo. Oggi molti editorialisti, Marcello Sorgi della Stampa in testa, dopo averci detto per mesi che l’intervento armato in Libia era inevitabile, deciso e imminente, scoprono che Renzi ha letto i sondaggi e si sia molto irritato per le pressioni dell’ambasciatore Usa (“missione” a guida italiana, 5mila nostri soldati in Libia). Tuttavia gli americani continueranno a far pressioni usando la Nato, i servizi segreti e l’azione diplomatica. L’accordo tra i governi di Triboli e di Tobruk – condicio sine qua non per un nostro sì ufficiale alla missione – non arriverà, e qualora dovesse essere annunciato non verrebbe rispettato, e dopo domani Renzi si incontrerà a Venezia con Fronçois Hollande – che si attende dalla sconfitta del Daesh la sua rielezione, e qualcosa dovrà pur dirgli. Continua la lettura di Misteri, tangenti e ripresa taroccata

La morte di Failla e di Piano

Al fronte, scrive il manifesto. Pronto l’attacco con aerei e navi, Repubblica. Così hanno ucciso i due italiani rapiti, Corriere. E adesso guerra seria, il Giornale. La guerra si fa ma non si dice, il Fatto. É difficile non dare ragione a Lucia Annunziata che, nel suo blog, su Huffington Post scrive: “nella nebulosa in cui ci muoviamo, un elemento è chiarissimo: i due tecnici sono morti appena annunciato il nostro ruolo guida della colazione in Libia, subito dopo il Consiglio di Guerra tenuto al Quirinale, subito dopo la concessione delle basi italiane ai droni Usa che intervengono in Libia, subito dopo le lodi agli italiani del Segretario alla Difesa Ashton Carter e i primi bombardamenti americani sulla zona in cui poi sono stati uccisi. Insomma, considerato l’allineamento degli eventi, possiamo dire che i due morti italiani sono i primi caduti della nostra campagna di Libia, la luce verde che segna l’inizio del nostro intervento nel paese che fu una volta di Gheddafi.” Continua la lettura di La morte di Failla e di Piano