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La felicità è nella lira?

Draghi in difesa dell’Euro, scrive il Corriere. Altolà di Draghi, l’euro non si tocca, la Stampa. Lo spread supera quota 200, il Sole24Ore. Ecco che Repubblica mette tutto nel frullatore: Spread a quota 200, Draghi avverte Le Pen, l’Euro è irrevocabile”.

Cosa suggeriscono siffatti titoli? Che i populismi – tipo Le Pen – fanno paura ai mercati (vecchio pallino dei giornalisti economici di casa nostra), che Draghi difende l’Euro e la Germania, e l’Italia rischia di dividersi tra chi accetta Euro e supremazia tedesca (i partiti tradizionali) e chi invece intende sottrarsi (ed è più o meno populista). La situazione a me pare più complicata. E a costo di scoraggiare parecchi lettori, provo a dirvi come la vedo. Continua la lettura di La felicità è nella lira?

Le auticritiche di Grillo e Napolitano

Germania all’attacco del fronte sud, scrive la Stampa. “Tsipras è tornato ai suoi soliti giochetti”, ha detto infatti il bavarese Manfred Weber, commentando il vertice che il premier greco ha voluto ad Atene con i partiti socialisti dei sette paesi che si affacciano sul Mediterraneo, vertice cui hanno partecipato anche Hollande e Renzi. “Nuove richieste continue da parte di Atene – ha proseguito Weber – non portano da nessuna parte”. “Quando si incontrano i leader socialisti – ha rilanciato Wolfgang Schäuble – per lo più non ne viene fuori niente di intelligente”. Poi il ministro delle finanze tedesche se l’è presa con Draghi: è la sua politica espansiva, ha detto, ad aver provocato “un chiaro calo” del cambio dell’Euro. E da qui deriverebbe – da una una proterva politica tedesca che drena risorse dal sud al nord dell’Europa – lo scandaloso surplus commerciale della Germania. Ricordo che Draghi aveva invitato la Germania a investire di più, sostenendo che viola le regole europee sia chi spende il denaro che non ha sia chi non spende quello di cui dispone. Insomma le due destre interne al partito della Merkel, Schäuble e l’ala bavarese tirano la giacca alla cancelliera e sfidano la BCE. Renzi si dice soddisfatto, sottolinea “ora anche Hollande è con noi”, ma non spiega affatto se intende appoggiare le richieste di Atene – ristrutturazione del debito, più investimenti – già al prossimo vertice di Bratislava o se pensa di continuare a fare il furbo per lucrare un bonus dello zero virgola da inserire in finanziaria. Continua la lettura di Le auticritiche di Grillo e Napolitano

I rifiuti davanti al “Flore”

Il fantasma del Brexit affonda le borse. Il titolo è questo, ma spiegare perché non è semplice. Azzardo che un’Europa senza il Regno Unito metterebbe in pericolo l’egemonia tedesca e di conseguenza, visto che una diversa egemonia non si intravvede, l’Unione stessa. Der Spiegel va in edicola questo week end con un doppio titolo, in tedesco e in inglese, “Bitte geht nicht!” – “Please don’t go”: “Per favore, non andate via”. E pubblica un’intervista in cui anche Schäuble parla ai tedeschi e agli inglesi. Ai primi dice: “non possiamo spingere per più integrazione come risposta al Brexit”, agli inglesi «In is in, out is out», “dentro è dentro, fuori è fuori”. Non pensiate, dunque, di poter restare nel mercato comune se uscite dall’Unione. La verità è che il trauma di perdere Londra e di vedere allontanarsi la City si potrebbe curare solo rilanciando l’integrazione: un’Europa continentale con una moneta, l’Euro, ma anche con una politica economica e una politica estera condivisa, e istituzioni democratiche comuni. Ma i tedeschi non vogliono legarsi a doppia mandata con i paesi mediterranei – Italia e Spagna – e neppure con la Francia, poiché da tempo il motore franco tedesco è solo made in Germany. Dunque? Continua la lettura di I rifiuti davanti al “Flore”