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Consip, le ragioni di un’indagine

La notizia oggi è una. E che notizia! Il Corriere schiera i suoi due cronisti di punta, Giovanni Bianconi e Fiorenza Sarzanini. Il titolo recita “Consip, l’appalto fu truccato”. La fonte è, con tutta evidenza, Cantone, capo dell’anticorruzione. Tre gruppi, quello di Romeo, da tempo agli arresti domiciliari, insieme con due maxi cooperative, si sarebbero messe d’accordo per spartirsi due miliardi e settecento milioni (2.700.000.000) dell’appalto Consip, tagliando fuori i concorrenti.

Dunque Henri John Woodkock non è uno che si inventa le inchieste. Al contrario, ha avuto ragione a indagare su Alfredo Romeo e, una volta assodato che almeno una tangente era stata pagata a un funzionario Consip, ad arrestarlo. Inoltre la prova logica induce a pensare che la fuga di notizie non fosse da attribuire alla “voglia di visibilità” di un inquirente, ma piuttosto a una qualche “manina” interessata a buttare l’inchiesta in caciara. Continua la lettura di Consip, le ragioni di un’indagine

La normalità del crimine

Primarie sotto accusa, Bassolino ricorre, la procura indaga. É il solito collage, quello a cui ricorro quando, come oggi, i titoli di apertura di Corriere, Repubblica e Stampa sono identici o complementari. Potremmo aggiungere che il radical stalinista Giachetti dà del “Tafazzi” a Massimo Bray, candidato in pectore a Roma, con appoggi che potrebbero andare da Vendola a Marino a D’Alema. Anche se un po’ di base romana si chiede se sia giusto che decidano sempre i soliti e Fassina chiede primarie “di sinistra” per fare il passo indietro. Vi rimando alla lettura dei commenti. Antonio Polito, Corriere, vuole riformare le primarie dandogli delle regole. Ezio Mauro, Repubblica, si chiede perché la politica del governo Renzi non trovi una sua anima “di sinistra” capace di ridare senso al Pd. Per me la cosa è semplice. La stagione dei sindaci è finita. Continua la lettura di La normalità del crimine

Misteri, tangenti e ripresa taroccata

Il mistero degli italiani liberati, Corriere. Cosa sia successo davvero, grazie a cosa Policardo e Calcagno siano fortunatamente tornati a riveder le stelle, a differenza di Failla e Piano crivellati di proiettili, non lo sappiamo ancora. Forse non lo sapremo. Oggi molti editorialisti, Marcello Sorgi della Stampa in testa, dopo averci detto per mesi che l’intervento armato in Libia era inevitabile, deciso e imminente, scoprono che Renzi ha letto i sondaggi e si sia molto irritato per le pressioni dell’ambasciatore Usa (“missione” a guida italiana, 5mila nostri soldati in Libia). Tuttavia gli americani continueranno a far pressioni usando la Nato, i servizi segreti e l’azione diplomatica. L’accordo tra i governi di Triboli e di Tobruk – condicio sine qua non per un nostro sì ufficiale alla missione – non arriverà, e qualora dovesse essere annunciato non verrebbe rispettato, e dopo domani Renzi si incontrerà a Venezia con Fronçois Hollande – che si attende dalla sconfitta del Daesh la sua rielezione, e qualcosa dovrà pur dirgli. Continua la lettura di Misteri, tangenti e ripresa taroccata