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La felicità è nella lira?

Draghi in difesa dell’Euro, scrive il Corriere. Altolà di Draghi, l’euro non si tocca, la Stampa. Lo spread supera quota 200, il Sole24Ore. Ecco che Repubblica mette tutto nel frullatore: Spread a quota 200, Draghi avverte Le Pen, l’Euro è irrevocabile”.

Cosa suggeriscono siffatti titoli? Che i populismi – tipo Le Pen – fanno paura ai mercati (vecchio pallino dei giornalisti economici di casa nostra), che Draghi difende l’Euro e la Germania, e l’Italia rischia di dividersi tra chi accetta Euro e supremazia tedesca (i partiti tradizionali) e chi invece intende sottrarsi (ed è più o meno populista). La situazione a me pare più complicata. E a costo di scoraggiare parecchi lettori, provo a dirvi come la vedo. Continua la lettura di La felicità è nella lira?

Rischio Trump e rischio Italia

La linea dura di Trump, scrive il Corriere. Ha scelto come consigliere per la sicurezza nazionale Michael Flynn, un generale “democratico”, mandato anzi tempo in pensione perché durissimo coi paesi islamici e dialogante con Putin. Vuol nominare al vertice della giustizia Jeff Session, un giudice federale scartato per le sue posizioni razziste (pare abbia detto: “non avrei nulla contro il Ku Klux Klan, ma ho saputo che fumano erba”). A capo della CIA Mike Pompeo: fanatico della guerra d’Iraq, quando ha difeso il diritto dei contractors usare la tortura e ora vorrebbe cancellare il trattato tra Stati Uniti e Iran. Trump torna a far paura. Dopo la sorpresa per la sua elezione, le élites finanziarie, politiche e giornalistiche avevamo provato a farselo piacere. Ma che sarà mai? Saprà moderarsi, al massimo ci penseremo noi a moderarlo. Invece una rivoluzione è una rivoluzione: con Trump la destra più radicale ed estrema entra alla Casa Bianca. Bisognerà prenderle le misure. Continua la lettura di Rischio Trump e rischio Italia

Ultimo sondaggio, per il No

Il No avanza, sostiene Repubblica. Di quanto? “Avanti di 8 punti”, dice la Stampa. “Arriva al 55 per cento”, sentenzia il Corriere che però aggiunge “Ma più di un votante su 10 è indeciso”. Vediamo. Nando Pagnoncelli: 55% No, 45% Sì. Addirittura 10 punti di scarto. E al 13% di quanto agli indecisi, parrebbe che siano più disposti a cambiare intenzione di voto gli elettori del Sì che quelli del No. Ilvo Diamanti: 41% per il No, 34% per il Sì. Il sondaggio di Repubblica vede ancora un mare di indecisi, il 25% cioè un quarto degli intervistati. Tuttavia segnala una tendenza piuttosto netta: da settembre il Sì avrebbe perso 5 punti, il No ne avrebbe guadagnato 10. L’onnipresente campagna “bastaunsì” avrebbe irritato un numero non trascurabile di elettori. E infatti Repubblica ammette: “l’attivismo del premier non inverte la tendenza”. Nicola Piepoli: No 54%, Sì 46%. 8 punti di vantaggio. Anche per questo sondaggio il 24% degli intervistati non avrebbe ancora deciso. “Non meno di due italiani su tre – scrive Piepoli – voteranno di pancia, quasi che il referendum fosse pro o contro l’attuale presidente del Consiglio”. Ma no?! Ecco che Altan disegna un chirurgo, serafico e rotondetto che sentenzia: “Dal referto del voto capiremo come funziona la pancia degli italiani”. Continua la lettura di Ultimo sondaggio, per il No

Più sabbia che cemento

281 morti accertati, 15 dispersi, 43 vittime ancora senza nome, 2.500 sfollati. Corriere e Stampa aprono con il bilancio, amarissimo, del terremoto. Repubblica e il Fatto denunciano le responsabilità, quelle che già si vedono. “L’accusa del procuratore, palazzi con più sabbia che cemento”, è infatti il titolo del giornale diretto da Mario Calabresi. “La scuola crollata: quei lavori sballati puzzano di mafia”, questa invece la scelta di Marco Travaglio. Oggi i primi funerali di stato, con Mattarella e Renzi. Poi gli impegni, le promesse, il timore che vengano disattesi, come troppe volte è successo in passato.

Burkini no. In Francia il Consiglio di Stato si è pronunciato contro il divieto, considerandolo lesivo delle libertà fondamentali. Poteva fare altrimenti? Certo che no. Si poteva impedire, in nome della läicité – che poi significa netta separazione tra cittadinanza e fede – che persone con indosso il burka, dunque travisate e non riconoscibili, entrassero in un pubblico ufficio. Continua la lettura di Più sabbia che cemento

Offresi coscienza in affitto

Offresi coscienza in affitto. Coscienza, capite, non utero! Altan colpisce per la sua magistrale capacità di connettere, di far convergere rette che sembravano parallele, svelando che l’universo della politica è curvo e non piano. Ieri il presidente del Senato, Grasso, ha imposto che il voto per non procedere all’esame degli articoli della legge Cirinnà fosse palese, non segreto. Lo ha deciso – ha spiegato – perché la legge parla di “unioni civili”, “formazione sociale specifica” e dunque si muove pienamente nell’ambito dell’articolo 2 della Costituzione, “La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo, sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità” e non investe l’articolo 29, “La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio”. Le pregiudiziali sono così state respinte da una maggioranza molto ampia: 195 contro 101. Sembrava fatta per le unioni civili, ma subito dopo si è riunita la conferenza dei capi gruppo, su richiesta di Zanda, e ha deciso di diluire nel tempo l’esame del ddl Cirinnà: primo appuntamento martedì 16, poi una sospensione per parlare del consiglio europeo, poi forse un’altra pausa per ratificare un decreto legge che scade il 28 febbraio; insomma, per quel che capisco, l’approvazione in prima lettura slitta a marzo. Continua la lettura di Offresi coscienza in affitto

Convergenze parallele tra Pd e M5S

Un piccolo passo ma in direzione opposta. La signora elegante, la cui foto troviamo oggi sui giornali, col suo caschetto argentato e il vezzo di posare gli occhialini sul naso, ha aumentato dello 0,25%, portandolo appena allo 0,50%, il tasso d’interesse praticato dalla Federal Reserve. Lei ha detto: “è la fine di un’era”, titolo del Sole24Ore. Altri parlano di “scommessa storica”, Financial Times, o di “svolta”, Corriere della Sera. L’ultimo rialzo risale al 2006, 9 anni fa, dunque la novità delle Fed merita di essere segnalata. Ma forse la vera innovazione sta nella modestia stessa dell’aumento e nel fatto che sia arrivato dopo tanti annunci e altrettanti rinvii. La Yellen si comporta come un equilibrista sulla corda stretta della politica finanziaria, che sa di avere sotto una montagna di crediti inesigibili ma anche prezzi che ristagnano, perché consumatori e investitori credono poco in una vera ripresa. Continua la lettura di Convergenze parallele tra Pd e M5S