Archivi tag: democrazia recitativa

Caffé e fantascienza

Benvenuti nella terza repubblica. Il Giovane Fratello che regge le sorti del Belpaese promette pensioni anticipate, meno tasse e per tutti, niente bollo per gli automobilisti. È in campagna elettorale permanente, anche se non si sa ancora quando chiamerà i cittadini a votare e per cosa. La chiamano “democrazia recitativa”. Al brontolio sordo che muove dal basso – elezioni amministrative incerte per il Partito della Nazione, amministratori che finiscono in carcere, scontro tra i giudici e chi li dovrebbe controllare (Fanfani, laico del CSM chiede ragione di un arresto ritenuto “inopportuno”) – a tutto questo il giovane maestro jedi risponde offrendo se stesso, il proprio corpo in TV, l’infaticabile tour d’Italia, la promessa di bonus e di sgravi, una smorfia sul volto per suggerire che il resto non conta. Contratti, diritti, separazione dei poteri, corpi intermedi, parlamento, a che servono infine? Il poco burro che l’ordo-liberismo capitalista ci vuol concedere è già stato susssunto (così diceva Kant) all’attività di governo. Che lo distribuisce secondo l’idea che ha di giustizia e gli interessi elettorali. Si chiama stabilità, si chiama democrazia decidente. La terza repubblica è arrivata. Continua la lettura di Caffé e fantascienza

Se non è questione morale, cos’è?

Nessuna questione morale, assicura Matteo Renzi. “Arresto sproporzionato”, si dice al Pd. “Sproporzionato danno elettorale”, a Palazzo Chigi. “Se metto in fila Potenza, Napoli e Lodi…” sbotta il capo gruppo del Pd Rosato. Meno male che Renzi aveva detto “non credo ai complotti dai tempi di Biscardi”! Questo Simone Uggetti, sindaco di Lodi, è stato arrestato per “turbativa d’asta”, in pratica per aver truccato gli appalti. Incastrato da una dipendente – la storia su Repubblica, a pagina 4 – che non voleva firmare il bando per la gestione di una piscina. Il sindaco la convoca prima mellifluo, poi sempre più autoritario, alla fine lei si porta un registratore proprio quando l’altro le offre “di tirare dentro la sorella, insomma di farla partecipare agli utili dell’affare. Viene dal Pci, questo Simone Uggetti, ma a Lodi è ora l’uomo di Lorenzo Guerini, ex democristiano e vice segretario renziano del Partito Democratico. Continua la lettura di Se non è questione morale, cos’è?

Torna l’Italia del Sì. Votiamo No

Torna l’Italia del sì. Quando ho sentito Matteo Renzi che lo diceva, tre foto mi hanno preso la mente. L’Italia in camicia nera che diceva sì a Mussolini, Eia,eia, alalà. L’Italia di Pio XXII, che portava in giro madonne pellegrine e scomunicava comunisti e braccianti del sindacato. L’Italia che saltellava al grido “chi non salta comunista è, è” lanciato da Berlusconi, sul palco con Fini e Casini. Amo un’altra Italia, quella di “chi vide sotto l’etereo padiglion rotare più mondi e il sole a irradiarli immoto”: era un toscano, nativo di Pisa. E di chi “temprando lo scettro ai regnatori, gli allor ne sfronda e alle genti svela di che lacrime grondi e di che sangue”: questi nacque addirittura a Firenze. L’Italia di Cesare Beccaria: “Dei delitti e delle pene”. Di Antonio Gramsci: “ mi piace essere l’acido corrosivo dell’imbecillità”. Di Vittorio Foa: “essere a sinistra vuol dire vivere oggi e contemporaneamente domani”. Continua la lettura di Torna l’Italia del Sì. Votiamo No

Quando passa ride tutta la città

I gufi sono il settanta per cento. Proprio così: il 72% degli italiani ritiene che l’occupazione in Italia “non sia ripartita”. Il 68 che sia aumentato il fenomeno del lavoro nero, il 73 che ci sia oggi più precariato. Quanto al jobs act, per il 32% ha peggiorato la situazione del lavoro, solo per il 6 l’ha migliorata mentre un 39% pensa che sia troppo presto per dirlo. E per i giovani? Il 67% vede nero: il futuro sarà peggiore, per il 19% non sarà migliore dell’oggi. Dati offerti dal sondaggio Demos Coop, illustrati per Repubblica da Ilvio Diamanti. Matteo Renzi ha così scoperto che l’Italia è un paese di Gufi. Inutile scapicollarsi a Reggio – foto con i bronzi di Riace – per ripetere: “L’italia riparte”. Controproducente la furtiva apparizione alla stele che ricorda a Palermo il massacro di Pio La Torre e Rosario Di Salvo per dire, come un qualunque politicante dell’area grigia: “La Mafia unisca e non divida”. Continua la lettura di Quando passa ride tutta la città