Archivi tag: primarie USA

Napolitano contro Renzi

Unioni civili con fiducia, fiocco arcobaleno sul vestito bianco della Boschi e qualche colpo basso. Del primo parla il Corriere: un manifesto pro life con l’immagine di Maria Elena e la scritta “La Boschi ci ha messo la faccia”. Però la foto non mostra il bel viso da Madonna della ministra, ma piuttosto il suo lato B. Sessismo? Del secondo colpo basso, sempre fotografico, scrive Repubblica: la deputata Pd Elena Cimbro ha postato sui social una sua immagine a mammella scoperta, mentre allatta il figlio, La Cirinnà e il Dem per i Diritti se la sono presi a male:“colpo basso”, “usi il figlio”. Lei conferma di averla pubblicata contro la procreazione per terzi. Il titolo più bello? Secondo me lo ha fatto il manifesto: “Nozze all’italiana”. Continua la lettura di Napolitano contro Renzi

La mafia dell’antimafia

Assessori in piazza e scontri a Napoli. “Renzi: vado avanti”, è il titolo del Corriere. Repubblica commenta i fatti di ieri facendo un salto nel passato di quasi mezzo secolo e riesumando, con Stefano Folli, il “boia chi molla”, comitato di lotta composto da giovani fascisti e manovrato da uomini d’affare e mafiosi che per lunghi mesi tenne il controllo di Reggio Calabria. Contro lo stato che non voleva farla capitale della regione e contro il vento del Nord: Fiom-Fim-Uilm portarono migliaia di operai fino a Reggio per difendere le istituzioni. Insomma contro l’Italia che voleva rinnovarsi. Oggi il “boia chi molla” partenopeo, sarebbe guidato dal sindaco De Magistris – due suoi assessori erano ieri in piazza -, e riunirebbe un fronte eterogeneo, dai 5 stelle ai centri sociali, forse (chissà?) appoggiato dalla Camorra. Esultano, secondo la Stampa: “I fedelissimi del capo del governo: sono più voti per noi”. Al centro dello scontro, la bonifica e il riuso dell’area ex Ilva di Bagnoli. Il governo promette soldi – non quanti ne servirebbero – e garantisce gli appalti a grandi gruppi, Caltagirone in testa, rifiutando la concertazione con il Comune, riunendo “un tavolo di regia” che serva solo a fare quel che a palazzo Chigi s’è deciso di fare. Continua la lettura di La mafia dell’antimafia

Birdiesanders

Intermezzo elettorale. Uno stadio pieno, l’oratore che parla, quando un passerotto si posa sul podio, vicino alle sue mani, sotto i suoi occhi, accanto alla scritta A future to believe in. Bernie Sanders, si ferma e sorride. Ieri nonno Sanders, il socialista confesso, l’uomo che non vincerà mai le primarie democratiche perché “l’apparato non è con lui”, perché “le elezioni si vincono al centro”, perché al “primo super tuesday” sarà spazzato via, se non al primo al secondo, ha vinto di nuovo, e con ampio margine, in Alaska e nello stato di Washington. A questo punto della corsa, Sanders ha prevalso in 13 stati e Clinton in 18, ha conquistato quasi mille delegati, contro i poco più di 1300 dell’avversaria. Inoltre può continuare la campagna grazie a un numero davvero grande di piccole donazioni e al sostegno entusiasta di decine di migliaia di ventenni. Sì lo so, i super delegati – senatori, deputati, ex presidenti, che non passano il vaglio delle primarie e che sono oltre 500 – voteranno quasi tutti per Hilary. Le borghesie ispaniche e afroamericane hanno scelto di sostenere la candidata che rappresenta la continuità con l’amministrazione Obama – di cui fu segretario di stato – e con quella del marito, l’ancora popolare Bill Clinton. Continua la lettura di Birdiesanders

Vince Hilary, torna la deflazione

Dead Sanders Walking. Sul suo Blog, Vittorio Zucconi esulta: Hilary Clinton ha vinto le primarie in tutti gli stati in palio nel secondo supertuesday, aumenta il suo vantaggio in delegati su Sanders e sarà, Hilary, la candidata alla presidenza. A meno che – paventa Zucconi – “non saranno gli ingranaggi giudiziari, che da mesi macinano l’inchiesta sulle sue email, a fare lo sgambetto all’ex Segretaria di Stato? O Fbi e Dipartimento della Giustizia, che fanno parte dell’Amministrazine guidata da Barack Obama, eviteranno di intervenire a gamba tesa nel processo elettorale?” Hilary ha vinto con distacco in Florida e negli stati del sud, ma ha prevalso, di un’incollatura, anche in Illinois, dove è nata, in Missouri e, con un discreto margine, in Ohio, stati dove molti giovani della middle class e molti colletti blu simpatizzano per Sanders. Il senatore del Vermont non si dà per vinto: “sono convinto che la rivoluzione sia ancora possibile”, dice. Tuttavia appare probabile che una parte dell’elettorato incerto stia rassegnandosi a votare Clinton, come male minore contro il pericolo Trump. Trump stravince in Florida ed elimina l’antagonista Rubio. Continua la lettura di Vince Hilary, torna la deflazione

Nonno Sanders e i suoi nipoti

Bernie Sanders l’idolo dei giovani, é il titolo scelto da Le Monde. Al buio, perché quando è stato fatto non si potevano conoscere i risultati del voto in New Hampshire, che sono arrivati solo nella tarda notte europea. Il senatore del Vermont ha compiuto 75 anni, si dice “socialista”, che in America fino a ieri voleva dire anti americano, non è presidenziabile a detta di tanti osservatori – persino del radical Paul Krugman -, eppure questa notte ha lasciato al palo Hilary Clinton, con un distacco che si aggira sui 20 punti percentuali. Certo, il New Hampshire è attaccato al suo Vermont, in North Carolina, dove si voterà il primo marzo, per lui sarà più dura: Eppure! Commentando il suo primo successo, Bernie poco fa ha ricordato di aver raccolto 3milioni e mezzo di donazioni individuali con un contributo medio di 27 dollari a testa. Hilary, alla domanda sui 657mila dollari ricevuti per una conferenza da Goldman Sachs ha invece risposto: “Non saprei, è una cifra che hanno offerto loro. Che io sappia tutti gli altri segretari di stato lo hanno fatto”. Continua la lettura di Nonno Sanders e i suoi nipoti