Archivi tag: sindaci

La caduta degli dei

Bufera sui sindaci, Stampa. “Sala, indagato per falso”, Corriere. “Mi sospendo da sindaco. Con l’onestà – dice Sala- non si scherza”, Repubblica. “Blitz a Roma per le nomine della Raggi”, ancora Repubblica. “Polizia in Campidoglio, bufera sulle nomine”, Corriere. Che succede? Che si sgretola la seconda Repubblica, quella che fu fondata sul ruolo taumaturgico dell’elezione diretta dei primi cittadini e su un presunto generale riscatto della politica dopo Mani Pulite. Milano e Roma, due storie parallele. Sala deve la sua fortuna al “successo” di Expo, di cui era commissario per il governo. Lavori in grave ritardo, bisognava far presto. Lo chiedevano il Presidente del Consiglio e dietro di lui – questo allora appariva – l’Italia intera! Beppe ha fatto in fretta, ma pare che così qualcuno abbia lucrato in modo illecito nella assegnazione dell’appalto più importante, da 272 milioni di euro. Non risulta che il sindaco si sia messo in tasca un euro. Marcuse direbbe che è stato fregato dal “principio di prestazione”. Gli avversari diranno, invece, che la fretta nell’assegnare gli appalti gli ha reso in fama e che, grazie a questa, è stato eletto poi a Palazzo Marino. Virginia Raggi non risulta, a oggi, indagata. Ma per lo stesso “principio di prestazione”, cioè per non deludere le attese degli elettori e del Movimento 5 Stelle, appena eletta ha nominato due super amministratori di rito meneghino, Carla Raineri e Marcello Minenna, di cui quasi subito non è riuscita a fidarsi e che ad agosto ha sostituito con personaggi diversi, provenienti del sottobosco politico e amministrativo della capitale. Ha violato regole e procedure? L’accusa è della Ranieri, la risposta la darà il giudice. Continua la lettura di La caduta degli dei

Il Nazareno di Barbara D’Urso

Valanga populista in Francia. Cosi New York Times presenta in prima pagina la vittoria di François Fillon che ieri ha sbaragliato Juppè, dopo aver umiliato Sarkozy, e che sarà il candidato della destra “repubblicana” alle presidenziali dell’anno prossimo. “Ha vinto parlando di controllo dell’islam e dei migranti. Vi suona familiare?” chiede il giornale ai lettori americani, accostando Fillon a Trump. Per Fillon, spiega, “l’Islam radicale è come il totalitarismo nazista”. Egli promette di “ridurre l’immigrazione al suo stretto necessario”. È un cattolico tradizionalista, come la Vandea lo fu contro la Grande Rivoluzione, è amico della Russia, come lo fu la Francia alla vigilia della guerra prima guerra mondiale, non parla di Europa né professa la sua amicizia per la Germania. Promette mezzo milione di licenziamenti, d’un colpo, tra i dipendenti del pubblico impiego e una politica ultra liberista. “Fino a pochi giorni fa – sottolinea New York Times – era il terzo, il più debole, tra i candidati, la sua difesa dell’identità francese ne ha fatto il front runner”. Continua la lettura di Il Nazareno di Barbara D’Urso

Hillary e Donald, pari sono

Il grido dei sindaci: qui crolla tutto, Corriere. “Controlli in 200mila case”, Repubblica. “Terremoto, emergenza bambini”, la Stampa. I grandi giornali puntano ancora sull’emozione suscitata dal sisma, scelgono di raccontare la paura e lo sconforto piuttosto che analizzare proposte e risposte. Lo fanno, come si dice, per amor di patria? Può darsi. Forse anche perché sentono quanto molti lettori siano ormai stanchi della politica, convinti che l’Italia sia finita in posizione di stallo – bloccata nella palude, si sarebbe detto un tempo – e disperino che qualcuno sia in grado di trovare “la mossa del cavallo”, quella che cambia il corso della partita. Massimo Giannini di Repubblica scrive che “Padoan (nella lettera all’Europa) ha cifrato i maggiori costi per la ricostruzione in due decimi di Pil, cioè 3,4 miliardi”. Ma poi questa cifra non si ritrova fra gli investimenti previsti dalla finanziaria, dove, mal contati, per il sisma ci sono al massimo 600mila euro. Di conseguenza, scrive: “l’Europa teme che la vera “circostanza eccezionale” (per la quale il premier chiede la possibilità di fare più deficit) non sia il terremoto, ma sia il referendum. E cioè che quei 2,8 miliardi di fondi stanziati per il sisma più che a finanziare la messa in sicurezza di case chiese e scuole, servano a coprire le “mancette referendarie”: dalla quattordicesima ai pensionati al bonus alle mamme, dai fondi per il trasporto in Campania ai ponti sullo stretto in Sicilia”. Sospetto infame ma legittimo. Continua la lettura di Hillary e Donald, pari sono

La sinistra che vince, in Spagna

Ali, la leggenda che ha cambiato il mondo, scrive Repubblica. Una leggenda con molte spine: il 28 aprile del 1967 gli fu tolta la corona di campione del mondo, gli fu proibito di salire sul ring, e fu messo sotto processo – pena prevista 5 anni di carcere – come nemico dell’America per aver rifiutato la guerra in Vietnam. Il 17 novembre di quell’anno Lyndon Johnson, in una conferenza stampa, assicurava che gli Stati Uniti stavano vincendo in Viet Nam, nonostante “sprovveduti e politicanti” ostacolassero lo sforzo bellico in difesa delle libertà. Due anni prima, il 21 febbraio del 1965, era stato ammazzato Malcom X. Ai suoi funerali, ad Harlem, c’era un popolo immenso: un milione e mezzo di persone. Ma la stampa americana ed europea lo presentò, prima e dopo l’assassinio,come un proto terrorista che si meritava quella fine. Persino Mohammad Ali credette, per un momento, a quella campagna di fango e quando, nell’estate del 1964 Malcom gli si avvicinò in Ghana, non volle dargli la mano. Continua la lettura di La sinistra che vince, in Spagna

Il mondo che verrà

Strage, terrore e morte, bombe su scuole e ospedali, ecco un titolo dei titoli di Repubblica, Corriere e Stampa. Ad ammazzare bambini e infermieri nei pressi di Aleppo sarebbero state bombe russe, che non sono intelligenti ma “stupide”, spiega Repubblica, nel senso che falciano tutta la vita che sta di sotto, che sono “chirurgiche”, scrive il manifesto, nel senso che colpiscono i chirurghi di Medici senza Frontiere. Le Monde, giornale del pomeriggio, che dunque ha “chiuso” prima della strage, prima di vedere i feriti di Mara’at sbalzati in aria con le flebo in vena, e i soccorritori spianati da altre bombe, titola: “Siria, l’Europa impotente di fronte a Putin”. Massimo Gaggi, del Corriere, spiega oggi che “Putin approfitta dei calcoli (sbagliati) di Obama”. L’America, distratta dalle primarie, attenderebbe che i colpi messi a segno da Mosca (la conquista del Donbass in Ucraina, i bombardamenti a tappeto in Siria) ritornino come un boomerang in faccia a Mosca. Aspettando, le notizie dal fronte – con i turchi che bombardando i curdi siriani – rendono più probabile e più vicino lo scontro diretto tra Nato e Russia, quello scontro che la telefonata di ieri l’altro tra Obama e Putin avrebbe voluto scongiurare. Mi chiedo con angoscia cosa vogliano americani ed europei, quale linea persegua la famosa comunità internazionale? Continua la lettura di Il mondo che verrà

Salva banche boomerang

Un barile salva banche lanciato da Renzi a Junker che torna in faccia a Renzi. “Scaricabarile”: Giannelli la vede così. Duri i titoli di Corriere e Repubblica: “Banche lo schiaffo dell’Europa”, “UE, accuse a Governo e bankitalia”, e dei fogli d’opposizione: “Il salva banche non salva Renzi” (Giornale), “Chi paga il conto” (il manifesto). Che cosa è successo? Che l’Europa ha accusato le nostre banche di aver truffato tanti poveri cristi come Luigi D’Angelo, proponendo “ai risparmiatori – così dice Repubblica – titoli invendibili”. Da parte sua Banca d’Italia si tira fuori: “Avevamo chiesto di non vendere i bond rischiosi”, dice Salvatore Rossi a Cazzullo e al Corriere. Il cerino resta, allora, nelle mani di Renzi e di Padoan. Anche se questo scandalo va avanti dal 2008 e dunque coinvolge più governi, anche se l’Europa ha reso più difficile proteggere dalle truffe i risparmiatori, dopo che la Germania, come al solito molto lesta, aveva salvato le sue banche e i suoi risparmiatori. Continua la lettura di Salva banche boomerang