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Sul Codice Antimafia. In Senato.

Sinistra Italiana ha votato a favore del nuovo “Codice Antimafia” perchè lo chiedevano tutte le organizzazioni impegnate nel contrasto del fenomeno mafioso e perchè il provvedimento introduce misure di prevenzione, quali il sequestro dei beni, anche per i corrotti che abbiano accaparrato capitali illeciti in concorso con altri, nell’ambito di una organizzazione a delinquere.

La corruzione e i reati contro la pubblica amministrazione sono, infatti, reati ancillari dell’attività mafiosa. Spesso le mafie lasciano deliberatamnte fuori dalle loro organizzaioni corrotti e corruttori, preferendo tenere al riparo chi gli amministra capitali dai rigori previsti dal codice per combattere per le mafie.

È perciò importante prevederte il sequesto dei beni acquisiti non pratiche criminali corruttive. E non a caso, contro tale innovazione, si è sviluppata una opposizione delle destre che si è spinta fino all’ostruzionismo parlamentare.

Tuttavia Sinistra Italiana è consapevole dei limiti, pesanti, del provvedimento, disseminato di errori tecnici, segnato dal desiderio di ridurre lo spazio del libero convincimento del giudice e di introdurre nel procedimento penale pericolosi automatismi. La maggioranza non ci ha risparmiato neppure un intervento sulla mancata copertura finanziaria della legge denunciato, in zona Cesarini, cioè quando il testo era già stato approvato, per i quattro quinti, dall’Aula.

E c’è davvero da chiedersi se si tratti solo di imperizia e dilettantismo. È peraltro singolare che il presidente del Pd, Orfini, dopo aver taciuto lungo l’iter, non breve, della legge, abbia scoperto ora che essa andrebbe modificata nell’ulteriore passaggio alla Camera. Così mettendone a rischio la trasformazione in legge.

Contraddizioni e manovre che Sinistra Italiana ha denunciato, pur decidento di votare a favore per il nesso che lega la nuova legge al principio che ispirò Pio La Torre come Giovanni Falcone, e cioè che il cuore dell’attività mafiosa, come del diffondersi della corruzione, sta proprio nell’acquisizione di capitali illecitamenete costituiti e frutto di intermediazione parassitaria.

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