Un peluche di un canguro tra i banchi di M5S durante i lavori dell'Assemblea sul ddl per la riforma del Senato, Roma, 1 agosto 2014. 
ANSA/ANGELO CARCONI

Unioni difficili

Unioni: dietrofront di M5S, stop dei 5 Stelle, sgambetto di Grillo. Così è se vi pare. Ieri sera il senatore Airola ha spiegato che il movimento era per le unioni civili ma poiché la Lega si era detta disponibile a ritirare 4.500 dei 5mila emendamenti presentati, non avrebbe votato “il canguro” Marchini, l’emendamento premissivo che, falciando emendamenti e dibattito, avrebbe evitato che il Pd si dividesse in aula mettendo al sicuro lo scheletro della legge Cirinnà. I giornali, tutti i giornali, presentano “la mossa” come un espediente politicista, imposto ai senatori dal direttorio e da Casaleggio. Lo scopo: a) non aiutare il Pd a risolvere le sue contraddizioni; b) intercettare il voto moderato di chi si è ormai convinto che la stepchild adoption ( la possibilità di adottare il figlio biologico del convivente omosessuale) sgretolerebbe la famiglia fondata sul matrimonio di un uomo e di una donna. A questo punto Loredana De Petris, Sel-Sinistra Italiana, chiede la sospensione: votano a favore Pd, parte del gruppo misto, Verdini e i suoi, e si rinvia. Giannelli disegna un canguro vestito da superman che si schianta a terra. La maggioranza dei commentatori deplora la “furbizia” dei 5 Stelle e la collega a una sparata della Taverna: “c’è un complotto – ha detto la senatrice – per farci vincere a Roma”. Un Movimento, dunque, in cerca d’identità che si nasconde dietro la tattica. Questo è il racconto. E i sondaggi danno il Pd in ripresa.

Lombardia, la sanità in manette, Repubblica. “Arrestato il leghista della sanità”, Corriere. “L’eterno sistema della corruzione”, Stampa. Per la Lega è un colpo al cuore perché l’arrestato è un intimo del governatore Maroni, perché sul banco degli imputati è la gestione della salute in Lombardia, un tempo vanto di tutte le destre. Al di là del solito commento sullo spartito “così fan tutti”, resta la sostanza: la spesa pubblica è organizzata, è strutturata in Italia, per funzionare solo grazie alla corruzione. Corruzione e “facilitato” sono ormai diventati il lubrificante indispensabile per la macchina statale e imprenditoriale del nostro paese. La vera riforma sarebbe qua. Lo ha detto spesso Mattarella. Purtroppo i partiti, a cominciare dal partito di maggioranza, negano l’evidenza e continuano a parlare di “mele marce”. Così lasciano alla magistratura il compito di far pulizia, salvo poi lamentarsi e vomitare accuse. “La magistratura è una schifezza”, aveva detto giorni fa Salvini.

C’è poco altro sui giornali. Grande attesa per il ritorno di Renzi dall’Argentina, secondo i retroscenisti “infuriato” con i grillini (e non con i suoi cattodem, o con il suo capogruppo Zanda, che hanno spiaggiato il provvedimento sulle unioni civili, rendendo indispensabili il contributo dei 5 stelle), articoli a ricasco del bombardamento su Aleppo, segnalazioni molto prudenti di uno strano accordo tra Russia e Arabia Saudita, che si contrappongono con durezza in Siria, ma poi decidono, insieme, di produrre meno petrolio per far salire il prezzo del greggio e risanare le loro casse dissestate. Putin prova a essere il problema e la soluzione.

Cari frequentatori di questo blog, da oggi il caffè si prende una pausa. Persino il suo autore, da 50 anni anacronistico pasdaran dell’impegno politico e giornalistico, ogni tanto fa i conti con la vita privata e con gli affetti. Forse mi farò vivo con qualche post estemporaneo.

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